Rocco Papaleo

ROCCO PAPALEO

ATTORE E REGISTA

rocco papaleo

“Da quando a 18 anni ho lasciato la Basilicata per trasferirmi a Roma, conservo una sorta di suggestione del mondo rurale lucano, che si traduce nel desiderio di mantenere il mio sguardo artistico rivolto alla terra e raccontarla. In “Basilicata coast to coast” ho raccontato un’essenza, un colore, un suono e un’indulgenza che accomuna i lucani, ma anche la relazione che mantengo con il territorio della Basilicata, rimasta viva nonostante io abiti in una metropoli.”

 

Qual è la relazione che intercorre tra la tua ricerca artistica e il mondo rurale della tua infanzia lucana?

Da quando a 18 anni ho lasciato la Basilicata per trasferirmi a Roma, conservo una sorta di suggestione del mondo rurale lucano, che si traduce nel desiderio di mantenere il mio sguardo artistico rivolto alla terra e raccontarla. In “Basilicata coast to coast” ho raccontato un’essenza, un colore, un suono e un’indulgenza che accomuna i lucani, ma anche la relazione che mantengo con il territorio della Basilicata, rimasta viva nonostante io abiti in una metropoli. Il ricordo più vivo che ho della campagna risale all’infanzia, quando andavo con la mia famiglia a Grumento Nova, un paesino della provincia di Potenza. Mio zio aveva una casa in una campagna che veniva coltivata da un mezzadro soprannominato “pare che chiove”, perché quando gli si chiedeva una previsione metereologica rispondeva sempre allo stesso modo: “sembra che pioverà”. A pensarci adesso forse le sue non erano propriamente delle previsioni ma piuttosto le speranze di un contadino che viveva in una zona in cui d’estate mancava l’acqua. Ricordo che associavo a lui una grande saggezza ed ero anche molto suggestionato dall’attrezzatura che si trovava in casa e che mi sembravano oggetti di arte povera, l’annaffiatoio per esempio era ricavato da una latta di pelati forata.

 

I tuoi film possono essere considerati una sorta di elogio del paesaggio rurale del sud Italia?

L’idea di percorrere a piedi la Basilicata, attorno a cui ho costruito il film, esprime la reminescenza del territorio lucano e il tentativo di riappropriarmi del rapporto con la terra che la città mina. Sono ritornato sulla stessa tematica nel mio secondo film da regista, “Una piccola impresa meridionale”, ambientato in un posto lontano da tutto. Mi interessa raccontare la terra perché è un modo per ritornare alla semplicità delle origini che penso di non aver mai del tutto abbandonato. Come i nostri aggeggi elettronici hanno bisogno per essere ricaricati di infilare una spina in una presa, così per ricaricarmi io sento il bisogno di stare a stretto contatto proprio con la terra.

 

Attingendo ai tuoi ricordi, quale piatto evoca la tua infanzia lucana?

Un simbolo forte della mia infanzia è lo zafferano di Senise, una tipicità del territorio lucano che da quando ho lasciato la Basilicata non ho più trovato in altri luoghi. La nostra cucina è ibrida, si nutre della cultura dei territori limitrofi, io ad esempio  provengo da un paese a “confine” con la Calabria e  la cucina  di mia madre propone pietanze tipiche del Sud Italia. Invece lo zafferano di Senise è un ingrediente che non si trova altrove ed è fondamentale nel mio piatto preferito di quando ero bambino: il “riso e fagioli sfritti”, il mio ricordo più lontano di gusto alimentare. Si prepara usando un misto di zafferano di Senise e pecorino, si aggiunge il riso e fagioli, si mischia e si sfrigge il tutto.

Biografia

Rocco Papaleo è nato a Lauria, in provincia di Potenza e vive a Roma. Attore, soprattutto di commedia, al teatro e al cinema, cabarettista, è anche sceneggiatore, musicista e regista. Diventato noto come attore nel 1995 grazie al film “I Laureati” di Leonardo Pieraccioni, è stato anche uno dei protagonisti della serie televisiva "Classe di ferro", per cui ha firmato anche la sceneggiatura di alcune puntate. Nel 2010 ha debuttato alla regia con il film "Basilicata coast to coast", che lo ha visto anche come attore protagonista che gli ha fatto ricevere, l'anno successivo, l'ambito David di Donatello nella categoria Miglior regista esordiente. Nel 2013 è uscito il secondo film “Una piccola impresa meridionale” e contemporaneamente l’omonimo romanzo di cui Rocco Papaleo, con Valter Lupo, è autore. A gennaio 2014 è protagonista, con Paola Cortellesi e Luca Argentero, del film ‘Un boss in salotto’ di Luca Miniero.