Il Querceto tramanda e rinnova la tradizione femminile del turismo etico, consapevole e sostenibile

“Sin da bambina trascorrevo le mie vacanze nella campagna dei nonni, il luogo della libertà totale, un parco giochi a cielo aperto. Negli anni Ottanta le strade non erano asfaltate, ho ricordi bellissimi di un luogo incontaminato.” E’ stato il legame con la Basilicata a portare Francesca Leggeri a lasciare il lavoro da regista tra Roma e New York per trasferirsi a Marsicovetere, dove dal 2001 conduce il Querceto, azienda agricola che si trova in una collina ai piedi di un bosco di immerso nel Parco Nazionale dell’Appenino Lucano. Da allora Francesca rinnova una tradizione femminile che tramanda un’idea di agricoltura che rispetta la natura, la biodiversità e promuove un’idea di turismo etico non solo rispettoso per l’ambiente e chi ci vive, ma mette anche al centro il benessere della persona e la ricerca spirituale.

E’ stata Nancy, la mamma di Francesca, a far diventare il Querceto uno dei primi luoghi italiani di sperimentazioni di turismo che punta su responsabilità e sostenibilità. Si occupava di moda, ma quando si è trovata a decidere cosa fare dell’azienda di famiglia, ha lasciato Roma e si è traferita in Basilicata. Usando le tecniche della bioarchitettura e solo materiali naturali, ha trasformato i casali di pietra, usati in passato per le attività agricole, in ambienti per le vacanze. Attraverso corsi e pratiche di meditazione e ricerca spirituale, itinerari naturalistici, la sperimentazione della biodinamica, l’azienda in poco tempo è diventata uno delle prime della Basilicata a promuovere un’idea etica di turismo.

“Marsicovetere era il mio luogo per la fuga dalla città. Quando si è trattato di decidere cosa fare dell’azienda di mia mamma, ho rinunciato a New York e a una rivista americana e ho deciso di trasferirmi qui. Sono innamorata della Basilicata, per me questo è il posto più bello del mondo”. Nella conduzione dell’azienda Francesca ha dato continuità e rinnovato la sperimentazione di Nancy, ampliando anche la fitta rete di rapporti nazionali e internazionali. Terapie naturali, corsi e laboratori di Yoga, soggiorni dedicati alla meditazione, alla ricerca spirituale e al benessere, offrono agli ospiti la possibilità di vivere in prima persona esperienze di turismo sostenibile alla scoperta del territorio. La cucina è quella tradizionale lucana rivisitata, arricchita da contaminazioni mediterranee e pietanze ispirate alla cucina macrobiotica, alla raw food fino alle ricette gluten free per intolleranti e celiaci. Anche fattoria didattica, il Querceto svolge corsi per bambini e adulti sulle pratiche agricole biologiche e biodinamiche, artigianato ed ecologia.

“Il bosco rimane il centro dell’azienda, dove in origine si svolgeva l’attività pastorale” ci racconta Francesca. Nel bosco le attività spaziano dall’orienteering ai percorsi naturalistici per passeggiate, con bicicletta o ciaspole. Il Querceto è la prova che anche l’agricoltura lucana è capace di sperimentare modelli alternativi di turismo, sinonimo di responsabilità, sostenibilità e di qualità.