Pasquale Polosa: “Ripartire dall’antica coltura della canapa per creare innovazione”.

“La Basilicata è un luogo in cui tornare e ripartire dall’agricoltura”. L’agricoltura per i giovani è un mondo che suscita entusiasmo, coinvolgimento e forte interesse grazie anche “alla riscoperta delle tradizioni locali, dell’ambiente, del territorio”. A Oppido Lucano vive Pasquale Polosa che a 28 anni ha lasciato il lavoro da personal trainer a Roma e ha deciso di tornare in Basilicata per fare l’agricoltore, avviando la coltura della canapa, ormai in disuso sul territorio regionale.

La canapa utile per produrre fibre, un olio alimentare salutare, per bonificare i terreni, si usa per fare case, mattoni, carta, stoffe, farina, cosmetici, medicinali, biocarburanti, “è una pianta di cui non si butta via nulla”. È grazie a tutte queste proprietà che Pasquale, titolare dell’impresa agricola Polosa e membro del direttivo dell’associazione Assocanapa Basilicata, ha dedicato 12 ettari di terreno alla coltivazione della canapa.  “Lavoravo e studiavo a Roma ma volevo tornare a uno stile di vita sano e a contatto con la natura e con le nostre origini, riusando antiche colture e avviando processi di cooperazione sul territorio”.

Assieme a due amici Pasquale ha deciso di puntare sul ripristino di un’antica tradizione, quella della coltura della canapa, una pianta dimenticata, la cui coltivazione sembrava ormai non più redditizia. In Basilicata era stata utilizzata per secoli, e proprio a Oppido Lucano esiste un luogo che prende il nome di “Canapaio” dalla canapa, perché nel paese si producevano tessili, carta e corde derivate dalla pianta. Vietata nel periodo fascista, soppiantata dalla diffusione sul mercato delle fibre sintetiche poi, nel dopoguerra la canapa iniziò a sparire. Adesso in Basilicata l’antica coltura sta rinascendo a nuova vita.

La piantagione di Pasquale Polosa si estende tra Oppido Lucano e Genzano. Dalla spremitura a freddo del seme l’azienda ricava olio e farina per la produzione di biscotti, pane, pasta, cioccolato. Ma la coltura della canapa fa parte di una sperimentazione più ampia che mira a introdurre, promuovere e realizzare nuovi processi produttivi sul territorio lucano. Pasquale sta lavorando a un vero e proprio cambiamento culturale, che porta giovani e meno giovani a riscoprire aspetti correlati alla coltura, alla lavorazione e alla commercializzazione della canapa. Con l’associazione Assocanapa informa, sostiene e offre assistenza agli agricoltori Lucani intenti a coltivare, come alternativa alle colture tradizionali, una pianta che, oltre ad offrire benefici in termini di sostenibilità ambientale, rappresenta una vera e propria miniera di possibilità produttive. Grazie al coinvolgimento di agricoltori, produttori, trasformatori e artigiani sta prendendo forma una filiera corta per l’utilizzo del seme e degli altri derivati della canapa. A Oppido Lucano, la passione per l’agricoltura e per il territorio di un giovane agricoltore sta dando vita a un laboratorio di sperimentazione che permette di innovare cooperando.