Paolo Carbone

Paolo Carbone

Paolo Carbone – Responsabile dei settori Economici di CIA Basilicata

Cosa pensa dell’innovazione sociale in agricoltura, delle sue ricadute sul settore agroalimentare e delle nuove sinergie tra agricoltura e filiera creativa?

Per poter innovare occorre partire dai prodotti della tradizione e dalla consapevolezza che le ormai note qualità, tipicità e valori che li contraddistinguono vanno salvaguardate, conservate e organizzate con adeguate forme di tutela, per combattere le sempre più frequenti contraffazioni del “made in italy” agroalimentare, e farne, dunque, strumento di innovazione e di sviluppo economico per imprese e comunità locali. L’agricoltura è certamente il settore sul quale puntare per garantire occasioni di sviluppo e coesione anche nelle regioni meridionali. In quest’ottica è importante potenziare il legame fra territorio, consuetudini alimentari e tradizioni enogastronomiche: tutto ciò offre identità e sviluppo alle comunità locali. Sono necessarie, quindi, iniziative che promuovono la vendita diretta dei prodotti dell’azienda agricola, le “strade enogastronomiche” collegate ai prodotti tipici ed ai vini di qualità, la valorizzazione turistica attraverso le tipicità agroalimentari, i Musei del cibo e della tradizione contadina, una ristorazione che richiami le ricette e i prodotti locali, anche nelle mense pubbliche, l’ospitalità turistica alberghiera per la valorizzazione delle tradizioni alimentari locali.

Il progetto “Land of stories” è in forte sintonia con la strategia che la Cia si è data con l’assemblea elettiva nazionale di febbraio scorso, per la quale serve “più agricoltura per nutrire il mondo, più reddito agli agricoltori”, e con quella regionale “il protagonismo degli agricoltori per una Basilicata competitiva”.

Quali sono le esperienze recenti messe in campo dalla CIA Basilicata a livello territoriale in linea con l’innovazione sociale e culturale nel mondo agricolo?

Tra le esperienze innovative più significative si citano quelle che vedono protagoniste alcune associazioni che operano all’interno della Confederazione: l’Agia, Associazione di Giovani Imprenditori Agricoli, e Donne In Campo, l’Associazione delle imprenditrici. Il progetto agricoltura “Futuro giovane” predisposto dall’Agia per una nuova stagione dell’agricoltura lucana contiene proposte semplici e concrete: l’istituzione della ‘Banca della Terra’, una sorta di pubblico registro a cui i giovani agricoltori potranno fare riferimento per affittare o comprare un terreno. E’ prevista l’istituzione di un'agenzia per il riordino fondiario per facilitare l'accesso alla proprietà della terra e la costituzione di società miste giovani e anziani, in cui l’anziano proprietario, titolare dell’azienda, entra in società con il giovane; inoltre prevede misure per facilitare nuove imprese agricole attraverso l’accesso al credito e al mercato, la semplificazione normativa, la fiscalità agevolata e il supporto alla gestione. Il ricambio generazionale in agricoltura è un passaggio cruciale per l’agricoltura lucana che contiene in sé un patrimonio fatto dai prodotti che gli agricoltori creano ma anche di cultura dei territori, di tradizioni e saperi che, molto spesso, non si imparano ma si tramandano di generazione in generazione. Altro soggetto di creatività è l’associazione Donne in Campo che, sensibile alle attività intraprese dalle donne rurali e dal contributo che esse danno, anche in termini innovativi, allo sviluppo economico, sociale e culturale delle economie rurali, ha istituito il bando del Premio Donne in Campo, riconoscimento assegnato ogni anno a titolari di iniziative innovative, a ricercatrici e giornaliste. Per restare sul tema della creatività declinata al femminile il progetto “Menù della Via Herculia”  con il quale si è cercato di nobilitare la tradizione e la manualità di tante titolari di aziende agrituristiche, la cucina contadina lucana secondo le specifiche tipicità di menù locali delle diverse aziende agrituristiche della regione.

Quali sono i progetti e le azioni in campo per i prossimi mesi?

In sinergia con Ases (Associazione solidarietà e sviluppo) Cia sta lavorando da un paio d’anni al progetto “Piano del Conte”. L’obiettivo prioritario del progetto è l’integrazione e l’inserimento degli immigrati nel sistema lavorativo e socio-culturale locale. Esso rappresenta la concreta realizzazione di una strategia che punta alla reale integrazione di immigrati soprattutto in agricoltura diventando un autentico laboratorio. Lo spopolamento della regione, l’insufficienza di risorse umane da impiegare nel settore agricolo ed agroalimentare, l’alto tasso di invecchiamento degli imprenditori agricoli, a cui non corrisponde un ricambio generazionale, il processo di spopolamento delle aree rurali, rappresentano delle criticità per il nostro territorio, a cui gli immigrati potranno dare un contributo decisivo con la loro presenza ed il loro lavoro.

Per Cia un significativo passo in avanti per favorire il ricambio generazionale in agricoltura è rappresentato dal pacchetto #campolibero del Governo che investe sui giovani, punta su made in Italy, innovazione di prodotto e di processo, e-commerce e reti d’impresa.