Matilde Iungano

Matilde Iungano

Matilde Iungano – Presidente regionale “Donne in Campo” - CIA Basilicata

Cosa intende il Presidente regionale “Donne in Campo” - CIA Basilicata per innovazione sociale in agricoltura e qual è il contributo che la Donna può apportare?

Innovare in agricoltura significa recuperare la tradizione che costituisce la base per rielaborare e creare innovazione. E' questo il tema dell’anno dell’Associazione Donne in Campo: “Donne, Cibo, Identità Rivitalizzare le culture rurali. Gli antichi prodotti dei territori e la loro storia", con l'obiettivo di valorizzare il legame tra i prodotti di un territorio e i popoli che li hanno generati, il loro ambiente naturale, le loro abitudini e le loro tradizioni. Far riemergere questi saperi significa rivitalizzare le culture di un territorio per riappropriarsene e riattualizzarle, per innovare e ideare il futuro.

Una particolare sensibilità per le tradizioni rurali, ma anche per le tematiche ambientali e la tutela del nostro territorio, è mostrata dalle aziende agricole femminili che partecipano attivamente al processo di modernizzazione. L'agricoltura “in rosa”, oltre a connotarsi per una spiccata attitudine alla sostenibilità economica e sociale, punta anche ai settori come biologico, produzioni di nicchia Dop e Igp e vitivinicoltura, creando agriturismi, fattorie didattiche e fattorie sociali, agri-asili e agri-nidi. Insomma l'agricoltura è il settore produttivo dove il tasso di 'femminilizzazione' è più elevato.

La sapienza delle donne, il loro saper prendersi cura della terra, della fertilità dei suoli, della salute dell’ambiente, dell’acqua e dell’aria incontra anche lo slogan di Expo 2015: Nutrire il Pianeta, energia per la vita, laddove nutrire significa anche ricreare un rapporto armonioso tra le genti e il loro territorio, rendere viva la consapevolezza che la salubrità della vita dipende dalla qualità e dal rapporto con il cibo che quotidianamente consumiamo. E i nostri prodotti tradizionali, per qualità nutrizionali, facilità di produzione e per il legame identitario con il territorio e l’ambiente di appartenenza li rende testimonianza del passato ma anche speranza e indicazione per il futuro.

 

Quali sono le esperienze recenti a livello territoriale che si allineano al tema dell’innovazione nel mondo agricolo e qual è stato il ruolo della donna?

Promuovere l’immagine positiva delle imprenditrici agricole e delle donne che operano nel settore, valorizzando sia il ruolo della donna in agricoltura e sia l’impegno del mondo professionale femminile a favore dello sviluppo del settore agricolo è l’obiettivo che l’Associazione si è prefisso istituendo il premio annuale “Donne in Campo”.

Altro progetto fatto proprio dall’Associazione “Donne in Campo”, e che riprende una filosofia gastronomica ampiamente sperimentata in Germania, è l'Agricatering che prevede l'offerta di servizi di catering a filiera corta con piatti della tradizione contadina nell’ottica della valorizzazione dei prodotti agricoli locali a chilometro zero e quelli di stagione nel rispetto della tradizione gastronomica. Così facendo, assolvendo al tempo stesso ad una funzione educativa, si sono utilizzate le ricette antiche utilizzando le materie prime genuine e fresche, riappropriandosi delle tipicità, dei gusti, dei sapori di un tempo.

 

Quali sono i progetti e le azioni in campo per i prossimi mesi?

Per il futuro, si continuerà a portare avanti il progetto dell’agricatering; ma oltre al recupero delle tradizioni culinarie locali ed al racconto delle ricette e della storia che c’è dietro ogni pietanza, l’obiettivo di “Donne in Campo” è quello di recuperare la cultura rurale della Basilicata.

 

Qual è un luogo, un oggetto oppure una ricetta che evoca la Basilicata?

Due sono gli oggetti che evocano per me il mondo rurale: la grattugia, che porta con sé anche un aspetto rievocativo in quanto, da alcuni antichi manoscritti, risulta che veniva data in dote alle spose delle famiglie benestanti, e la madia, dove si faceva e si conservava il pane, espressione del legame del contadino con la tradizione e incontro tra la produttività della terra e la capacità contadina di trasformare.

Pensando, invece, ad una ricetta antica, anzi piuttosto ad un ingrediente che incarna di per sé la tradizione gastronomica lucana, penso al peperone crusco: caratteristico del nostro territorio, il cui uso in diverse pietanze tradizionali conferisce loro quel carattere di unicità e di appartenenza ad uno specifico ambito territoriale.