Lumacamente: una nuova zootecnica nella Val d’Agri

Se oggi la Basilicata ospita Lumacamente uno dei più grandi allevamenti di lumache del sud Italia è grazie al coraggio di due giovanissimi romani, Veronica e Domenico, che nel 2013 hanno deciso di lasciare la capitale e trasferirsi a Sarconi, un piccolo comune del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. Sveglia all’alba, entusiasmo, tanto lavoro e l’investimento nell’allevamento di lumache da gastronomia, hanno dato vita a un’azienda di successo.

Lumacamente: un esempio di diversificazione zootecnica nel cuore della Val d’Agri

L’avventura inizia qualche anno fa, quando Veronica e Domenico, studentessa di statistica  e perito meccanico, decidono di investire nei terreni ereditati dalla famiglia del ragazzo. Poi tanto studio, viaggi nelle sedi dei più importanti insediamenti italiani di lumache, visite all’Istituto Internazionale di Elicicoltura hanno permesso di sperimentare un innovativo metodo di allevamento, adattato alle condizioni climatiche della Val d’Agri. Le difficoltà sul territorio non sono mancate – raccontano entrambi – a cominciare dal problema dell’acqua irrigua concessa solo nei mesi estivi fino all’assenza di una rete tra gli agricoltori dell’area, ma non hanno scoraggiato il sogno di realizzare una nostra attività in questa area rurale della Basilicata.

Ogni anno, dal mese di marzo, Veronica e Domenico iniziano le attività arando, fresando e concimando il terreno. In seguito, avviene la semina per ricreare l’habitat naturale e gli ortaggi utili all’alimentazione delle lumache. Nel periodo primaverile, quando la vegetazione è nella situazione ottimale, le chiocciole riproduttrici vengono immesse nei recinti in cui rimangono fino alla nascita delle nuove chiocciole, a loro volta raccolte nei mesi autunnali non appena raggiungono le caratteristiche ottimali per la vendita.

lumacamente

Riusciti nella prima avventura, i due giovani imprenditori guardano alle prossime innovazioni: l’azienda ha avviato la coltivazione dello zafferano e a breve sperimenterà anche quella del fagiolo di Sarconi IGP, sta richiedendo la certificazione biologica e avviando un laboratorio di trasformazione per la preparazione di prodotti gourmet confezionati. Anche in Basilicata, investire in nuovi progetti, cultura imprenditoriale e approccio orientato al cambiamento, sono gli ingredienti fondamentali per la nuova agricoltura.