Krikka Reggae

KRIKA REGGAE

BAND MUSICALE

krikka reggae

"L’ispirazione originaria della Krikka Reggae è scaturita dalla difesa del territorio in tutti i suoi aspetti, compresa la tutela ambientale."

 

Come l’universo rurale lucano ha influenzato la produzione musicale della band?

L’ispirazione originaria della Krikka Reggae è scaturita dalla difesa del territorio in tutti i suoi aspetti, compresa la tutela ambientale. Molte nostre canzoni invitano alla riflessione e raccontano della nostra terra, delle ricchezze che da essa provengono, da difendere e preservare. La band è nata nel 2001 e, non a caso, la prima grande mobilitazione popolare alla quale abbiamo partecipato attivamente, anche dal punto di vista musicale, aveva al centro la questione ambientale e la difesa del territorio – il Metapontino – dalla decisione del Governo nel 2003 di localizzare il deposito di scorie nucleari a Scanzano Jonico. Quell’esperienza per noi ha rappresentato un momento di svolta, perché la Krikka è riuscita a travalicare i confini regionali e ad affermarsi quale band emergente nel sud Italia. Il gruppo, inoltre, affronta e dà voce ad altre importanti tematiche di rilevanza sociale, politica ed economica che riguardano il meridione, l'Italia e il resto del mondo: disoccupazione, lavoro precario, abusi, violenze, strategie mediatiche, ecc.. Anche la scelta di scrivere testi musicali in dialetto rivela le nostre origini rurali, perché quest’ultimo, almeno nei nostri paesi, rappresenta ancora una forma di linguaggio molto usata, più diretta ed esplicita rispetto all’italiano. Sicuramente, poi, la concomitanza in quegli anni di altri fenomeni similari nel Reggae, come i Sud Sound System, ha permesso al dialetto lucano, notoriamente non ben connotato tra i regionalismi italiani, di guadagnarsi un proprio spazio nel panorama musicale nazionale.

 

In che modo la creatività in campo musicale può contribuire a valorizzare il mondo rurale?

La musica può contribuire a riportare l’attenzione sulla ruralità, a riscoprire questo universo dimenticato fatto di antichi saperi, colture e tradizioni. Credo sia importante che le nuove generazioni si avvicinino al mondo rurale dal quale ci siamo allontanati un po’ tutti, inseguendo erroneamente il mito di una ricchezza collocata “altrove”. Penso, invece, che le nostre principali risorse vengano proprio dalla terra, soprattutto nel Metapontino, una zona che in qualche modo vive ancora di grandi primizie dell’agricoltura. La ruralità rappresenta una fetta importante del nostro patrimonio culturale e, in quanto tale, è una dimensione che va valorizzata perché potrebbe dare nuova linfa vitale alla nostra regione non solo dal punto di vista economico e occupazionale, ma anche e soprattutto dal punto di vista sociale ed etico. La consapevolezza della nostra cultura e dei suoi valori fondanti ci aiuta sicuramente a crescere meglio e ad affrontare in maniera più adeguata la società contemporanea che, al contrario, punta ad omologarci. Nella nostra musica, invece, riemergono con forza le nostre radici, di cui andiamo orgogliosi.

 

Una ricetta o un luogo che evoca le tue radici?

In Basilicata di luoghi legati ai miei ricordi ce ne sono veramente tanti, anche perché ho la fortuna di viverci da 35 anni. Se dovessi sceglierne uno, direi subito le campagne di Bernalda che, man mano che raggiungono la costa, sconfinano nella spiaggia, mescolando la terra alla sabbia. Per il nostro gruppo il mondo rurale è continua fonte di ispirazione, anche perché è in uno splendido giardino di un ettaro e mezzo, fatto di uliveti e vigneti, che è situato il nostro studio, dove abitualmente ci riuniamo e suoniamo. Una ricetta della mia terra che amo molto è la “crapiata”: un piatto povero bernaldese fatto di ingredienti semplici (grano, fave, fagioli, ceci, farro, ecc.) che viene preparato generalmente il primo agosto per celebrare ed esaltare la ricchezza della terra.

Biografia

Manuel Tataranno, denominato “the Alligator”, è cantante, autore e frontman (insieme a Big Simon) della Krikka Reggae, la band bernaldese che nel 2004 si aggiudica l'Italian Reggae Contest indetto dal Rototom Sunsplash e il premio Fondazione Arezzo Wave Italia tra tutte le band selezionate in ogni regione della penisola. Gli altri membri del gruppo sono: Simone Cammisa “Big Simon”- voce, Enzo Rubino “Diamond”- basso, Franco Magliocca “the Commendator”- batteria, Dino Dibiase “Biasin” – chitarra, Gianpaolo Ninno “the Lizard” - tastiere. Il gruppo nasce alla fine degli anni '90, attorno ai falò estivi delle spiagge lucane. I loro testi sono dialettali e trattano problematiche locali e meridionali, nonché temi di attualità nazionale e internazionale. Dal 2004 in poi la band si aggiudica numerosi premi e riconoscimenti, partecipa a diversi festival e si esibisce davanti a grandi platee presentando il reggae in tutte le sue evoluzioni. Oggi ha all'attivo 3 produzioni discografiche distribuite su scala nazionale (2005 - Da mò s'avàl; 2007 - Na soluzion; 2011 - Liberati), diverse aperture di concerti di grande interesse (Caparezza, Africa Unite, Michael Rose, ecc.) e collaborazioni con importanti artisti (Roy Paci, Rocco Papaleo, David Rodigan, Sud Sound System, ecc.).