Isa Grassano

ISA GRASSANO

GIORNALISTA E SCRITTRICE

isa grassano

Viaggio per conoscere e trasmettere emozioni, con un passaporto rilasciato in una terra che a distanza mi da linfa."

Qual è il tuo legame con la Basilicata e con la ruralità?

La Basilicata è nel mio cuore, nonostante viva nel nord Italia da molti anni e per lavoro esplori il mondo. Viaggio per conoscere e trasmettere emozioni, con un passaporto rilasciato in una terra che a distanza mi da linfa. Quando penso alla Basilicata, le prime immagini che affiorano nella mia mente sono quelle degli ampi spazi di campagna, dei vigneti e delle numerose piante di ulivi che punteggiano l’orizzonte. Quotidianamente nel mio lavoro mi spendo per ricordare a tutti che la Basilicata esiste e per rivelare agli ignari e agli increduli che è una regione di paesaggi incantevoli, gente accogliente e natura rimasta quasi del tutto incontaminata. Un posto dove si mangia e si beve in maniera straordinaria e dove “terra” vuol dire ancora attaccamento alle origini, alle tradizioni, alla cultura.

 

Quali gli aspetti del mondo rurale lucano che hanno influenzato il tuo lavoro?

Le sconfinate distese di grano, baciate dal sole, con le spighe che ondeggiano al vento e un cielo azzurro che sembra disegnato da Magritte. E poi la luce intensa, quasi accecante. Mio nonno era agricoltore e quindi andavo spesso in campagna. Ricordo che lui faceva salire me e i miei cuginetti sulla mietitrebbia, e ci portava in giro per i campi. A volte sento ancora il profumo del grano appena raccolto, mi rivedo ricoperta di polvere, allegra e sorridente. Nei miei articoli, raccontando la mia terra, accenno quasi sempre a questa ruralità che fa sentire “vivi”. Più volte ho descritto il lavoro dei contadini, la passione degli anziani, la trasformazione del grano che diventa pane e pasta, due dei prodotti eccelsi della nostra regione.

 

Parlaci di un luogo, un oggetto oppure una ricetta che evoca la tua infanzia lucana

Se penso alla mia infanzia mi torna in mente un piatto cucinato con grano, ceci acqua e sale, chiamato “l’anima dei morti”. E’ un piatto povero, a base di cereali e legumi,  che si prepara in occasione della ricorrenza del 2 novembre. Ancora il grano protagonista, simbolo di rinascita della natura. Lo preparava sempre una zia, cuocendo, per ore e ore, i ceci in una pentola di terracotta accanto al camino acceso. Era un modo per non dimenticare chi non c’è più. La tradizione dice, infatti, che una volta pronto deve essere distribuito tra i parenti e i vicini di casa. L’ho mangiato quest’anno, di nuovo dopo tanto tempo. Ed è stata una grande emozione.

Biografia

Isa Grassano è giornalista e scrittrice. Nata a San Mauro Forte, in provincia di Matera, vive a Bologna.
Ha scritto di attualità, cronaca bianca e nera. Negli ultimi anni si occupa di turismo ed enogastronomia, collaborando con testate nazionali, tra cui «I Viaggi di Repubblica», «Il Venerdi di Repubblica», «Elle», «Marco Polo», «Cosmopolitan», «VdG Magazine», «Top», «Vero Casa». Viaggia per il mondo ma esplora anche “l’Italia minore” scoprendo storie curiose di luoghi e persone. Ha scritto «101 cose divertenti, insolite e curiose da fare Gratis in Italia», «In viaggio con le amiche» e «Colazioni da Tiffany», tutti editi da Newton Compton. Assieme a Lucrezia Argentiero cura il blog: www.amichesiparte.com