La grande regina della Basilicata è la natura

Trivigno ha 700 abitanti e si affaccia su una valle che gode della vista delle cime delle Dolomiti Lucane e del lago della Camastra. Immersa nella stessa valle si trova la Foresteria San Leo, nata dal recupero della storia di un antico insediamento monastico che coniuga l’ospitalità lucana con il rispetto dell’ambiente, dei luoghi e della cultura locale. Sorta dal restauro di un eremo benedettino del 1300 che conserva ancora al suo interno i resti del monastero di San Leone, la Foresteria coglie una tendenza quanto più attuale del turismo rurale: proteggere e tutelare l’ambiente e rispondere all’esigenza sempre più diffusa dei turisti di riavvicinarsi alla natura.

 

Sono Maria Giovanna Allegretti e Peppino Guarini, moglie e marito, ad aprire agli ospiti la porta dell’azienda familiare e offrire loro il caffè di benvenuto. Quando lui ha dovuto decidere cosa fare dell’azienda di famiglia, insediamento monastico e centocinquanta ettari coltivati a grano, ha scelto di dedicarsi assieme alla moglie a far rivivere l’antico eremo. Nel 2000 è nato l’agriturismo, grazie al tempo dedicato allo studio e alla formazione, ma anche al supporto dell’Agenzia di Promozione turistica della Basilicata con cui la coppia ha condiviso visioni e progetti per il territorio lucano. Dopo anni di instancabili viaggi di Maria Giovanna e la partecipazione a fiere ed eventi di settore, la Foresteria San Leo si è aperta al mondo e ha imparato ad ascoltare gusti e costumi degli ospiti che amano l’Italia e scelgono la Basilicata.

 

La Foresteria San Leo è agriturismo, azienda agricola, ristorante in cui vengono cucinati i piatti tipici lucani, piscina, area giochi per bambini, wifi in tutta la struttura. Gli ospiti sono americani che arrivano in Basilicata alla ricerca delle proprie origini, olandesi, belgi, inglesi. “Tutti turisti abituati a viaggiare, che attribuiscono grande importanza ai valori e alle identità delle culture locali e scelgono la Basilicata per il suo silenzio, le tradizioni antiche, la tranquillità e la sua grande regina: la natura” ci dice Maria Giovanna. Quello che circonda l’azienda è infatti un paesaggio rimasto inalterato da decenni: “da quando ho memoria la valle è rimasta la stessa, non è cambiato niente e anche noi con la nostra attività assecondiamo e al massimo modelliamo la natura, senza pretesa di cambiarla” aggiunge Peppino.

 

La natura e il silenzio sono le due prerogative della Foresteria San Leo, ma anche l’ospitalità fa la sua parte e prevede il suggerimento ai visitatori di itinerari personalizzati per conoscere il territorio a partire dalla risorse ambientali e culturali. Negli ultimi anni agli ospiti si propone anche la partecipazione ad attività che permettono di conoscere usi e modi di vita della popolazione locale, come il corso di cucina con cui la donne del paese insegnano agli ospiti le ricette lucane. “Questa terra è fatta di donne, quelle che tiravano avanti la famiglia con un pugno di farina, mentre il marito studiava o lavorava. Ho iniziato a raccontarle ai nostri ospiti, così è venuta l’idea di fare un corso di cucina con loro e che parlasse di loro” racconta Maria Giovanna.

 

Per il futuro i Guarini guardano anche al benessere e sognano di creare un resort con SPA. Quello di Maria Giovanna e Peppino è uno esempio della capacità del mondo agricolo lucano di ripensarsi e come, pur rimanendo fedele alle tradizioni locali, sperimenti pratiche di turismo rurale che permettono di rispettare l’ambiente, valorizzare le identità e le culture locali ed far diventare le aziende più attraenti.