Giuseppe Marco Albano

GIUSEPPE MARCO ALBANO

SCRITTORE, SCENEGGIATORE E REGISTA

Giuseppe marco Albano

 "La Basilicata è la mia terra. Sono nato in Puglia, ma cresciuto a Bernalda, paese di mia madre."

Come si riflette il legame con la Basilicata nel tuo percorso in campo cinematografico?

La Basilicata è la mia terra. Sono nato in Puglia, ma cresciuto a Bernalda, paese di mia madre. Essendo i miei genitori spesso fuori per lavoro, ho trascorso la mia infanzia prevalentemente con i nonni materni, entrambi insegnanti di scuole elementari. Mio nonno, in particolare, provenendo da una famiglia di contadini, mi ha trasmesso l’amore e il rispetto per il mondo rurale attraverso le storie che mi raccontava durante le lunghe passeggiate per le strade del paese e alla sera, prima di addormentarmi.

A rinsaldare questo legame con le mie radici lucane è intervenuto anche il forte sentimento di nostalgia che ho provato quando mi sono allontanato dalla Basilicata, che mi ha consentito – paradossalmente – di conoscerla meglio e di amarla più profondamente. Credo sia stato questo genere di influenze che mi ha permesso di sviluppare un racconto intimo che sentivo di voler esternare in qualche modo. Un racconto che poi ha preso forma attraverso la macchina da presa.

 

In che modo la creatività in campo artistico e culturale può contribuire a valorizzare il mondo rurale lucano?

Quando sei un cantastorie, il rapporto con la ruralità prende forma su un piano artistico.

La creatività in campo culturale può contribuire enormemente a valorizzare il nostro mondo rurale. In questo campo abbiamo tanti esempi, a partire da Rocco Papaleo, che ringrazio per quella parte di Basilicata che ci ha regalato e raccontato con il suo film, nella quale ci riconosciamo un po’ tutti, perché la nostra, in fondo, è una piccola regione. Per non parlare del grandissimo Francis Ford Coppola che, dopo i racconti della “Bernalda bella” di suo nonno Agostino, è tornato ad appropriarsi delle proprie radici, riportando qui un pezzo della sua famiglia.

Ecco, questa è la bellezza del legame che intessiamo con la nostra terra, con ciò che viviamo, annusiamo, sentiamo quotidianamente. Le stesse storie che noi lucani raccontiamo sono ispirate dai nostri ricordi e dal nostro vissuto, non potrebbe essere altrimenti.

 

Una ricetta, un luogo o un oggetto che – per te – racchiude l’autenticità della tua terra?

Più che un piatto o un oggetto, posso citare una storia che – secondo il mio personale punto di vista – racchiude l’autenticità delle mie origini. Si tratta del mio primo mediometraggio dal titolo “Fuoc arrubbat”, che narra la storia di un fuochista di Bernalda, famoso nella zona per i suoi prodigiosi fuochi d’artificio. E’ un chiaro riferimento alla festa patronale del mio paese, occasione durante la quale ritorno bambino, perché ripercorro quelle strade dove passeggiavo con mio nonno mentre mi raccontava le storie che porto ancora dentro. Ovunque vada, quando sento in lontananza il crepitio dei fuochi d’artificio ritorno con la mente a Bernalda e con il cuore alla mia famiglia.

Biografia

Nasce a Cisternino (Br) il 26 Aprile del 1985, da madre lucana e padre pugliese. Scrittore, sceneggiatore e regista, inizia il suo percorso artistico durante l’adolescenza tra i banchi di scuola. Frequenta per circa un anno l'Accademia Internazionale per le arti e le scienze dell'immagine dell'Aquila, in seguito si iscrive all'Università di Parma (Facoltà di Lettere e Filosofia). Nel 2008 fonda assieme ad altri amici e collaboratori l'associazione culturale "Basiliciak", intenta a promuovere il Cinema Lucano. Il cortometraggio Il cappellino, da lui scritto e diretto nell'estate 2008, viene presentato in prima Nazionale il 3 Gennaio 2009 al Cinema Duni di Matera. L'opera vanta più di 100 Finali in Festival Italiani ed Internazionali, tra cui Albania, Polonia, Grecia, Portorico, Turchia, Marocco e Stati Uniti, è finalista al Giffoni Film Festival 2009 nella sezione 10+ Elements e inoltre viene candidato ai Globi d'oro 2009 come Miglior Cortometraggio Italiano. L'anno successivo il corto dal titolo XIE ZI è finalista al Giffoni Film Festival 2010 nella sezione 10+Elements come unico cortometraggio italiano ed inoltre è tra i finalisti dei Nastri d'Argento 2011. Nell'autunno del 2010 realizza il suo terzo cortometraggio dal titolo Stand by me, candidato nella cinquina dei David di Donatello 2011. A gennaio 2013 esce il suo primo lungometraggio, Una domenica notte, e nel 2014 viene presentato un nuovo cortometraggio, Thriller.