La Majatica innova e rinnova la tradizione familiare del buon olio.

Torna a vivere in campagna, appende le scarpe da calciatore al chiodo e decide di trascorrere la vita tra gli ulivi secolari di San Mauro Forte, un piccolo paese della collina materana, posto su uno sperone di tufo circondato da oliveti. E’ la storia di Angelo Valluzzi, che a 18 anni ritorna in Basilicata e scommette sull’agricoltura. Prende in mano l’azienda di famiglia, rinnova il frantoio che eredita, 50 anni di storia trasmessa di padre in figlio, e inizia a produrre un olio extravergine pluripremiato e venduto in Italia e all’estero.

San-Mauro-Forte-Majatica

Angelo nasce e cresce a San Mauro Forte. Come molti suoi coetanei, da grande avrebbe voluto fare il calciatore. Per seguire la passione per il calcio, lascia da giovanissimo il paesino d’origine e trascorre l’adolescenza prima a Potenza e poi a Genova. Ma lontano dalla Basilicata sente la mancanza degli amici, della famiglia, della sua terra e della sua gente. Allora decide di tornare a San Mauro e investire nell’altra sua grande passione, quella per l’agricoltura. “Mi è sempre piaciuta la campagna. Fin da bambino mi piaceva dare una mano e mio nonno e mio padre sia nella coltivazione delle olive sia in quella dei cereali. Ma mio padre non voleva che facessi il suo lavoro, diceva che era faticoso e costava sacrifici. Preferiva che diventassi ingegnere, o non so, architetto”. Ritornato in Basilicata, nonostante le preoccupazioni del padre, Angelo decide di prendere in mano il frantoio di famiglia. Si rimette a studiare, partecipa a un corso regionale per assaggiatore di olio e inizia i frequenti viaggi nelle fiere di settore. Passo dopo passo, introduce cambiamenti nella lavorazione delle olive, macchinari più evoluti, e riesce a far fare il salto all’azienda creando il marchio di famiglia “La majatica”, con cui inizia a etichettare l’olio fino ad allora venduto sfuso.

La storia del Frantoio Valluzzi inizia nel 1956, quando il nonno di Angelo di cui porta il nome, Angelo Valluzzi, decide di avviare il frantoio, affiancando la commercializzazione delle olive majatiche alla lavorazione di un frutto così abbondante nella zona collinare della provincia di Matera ed in particolare nel territorio di San Mauro Forte. La presenza degli oliveti a ridosso dell’abitato ha origine antica e risale alla fondazione del paese, quando costituiva elemento di difesa dal pericolo barbarico. La cultivar majatica è rimasta una varietà tipica di questa piccola aerea, dove l’ulivo cresce maestoso. Tramandato di padre in figlio, da Angelo a Donato, da Donato ad Angelo, il frantoio Valluzzi si è rinnovato, passando dalla lavorazione per conto terzi e dalla vendita di olio sfuso alla creazione del marchio di famiglia. “La Majatica” è diventato un olio citato nelle guide dedicate ai migliori oli extravergini del mondo, da Flos Olei a Slow food, dal Gambero Rosso Oli al Zafferano Magazine. Oltre un pluripremato olio, tra gli ultimi premi vinti: primo posto al premio Regionale Olivarum di Basilicata, e medaglia Extragold al Biol2014. E il lavoro di innovazione continua: due anni fa Angelo ha avviato la conversione dei terreni al biologico e i prossimi passi prevedono l’acquisto di macchinari nuovi che usano biocombustibili e favoriscono il risparmio energetico.

Storia, tradizioni rinnovate, attaccamento alla terra portano anche in Basilicata a modalità competitive di fare agricoltura. “Grazie ai saperi e ai valori di mio padre e di mio nonno, sono riuscito a puntare su un prodotto di qualità e creare un’azienda di successo. Uno dei grandi regali di questo lavoro è la felicità che provo quando sento l’odore dell’olio e seguo con scrupolosità tutte fasi della sua lavorazione, ma anche quando i clienti mi dicono di somigliare a mio nonno, che mi ha insegnato l’onestà, la serietà, e la capacità di curare i rapporti umani, alla base di ogni lavoro”. Il successo delle nuove attività imprenditoriali giovanili, dice Angelo, dipenderà anche dalla possibilità di creare rete e condividere passioni e rischi con i propri coetanei. “La speranza è che siano sempre più numerosi i giovani che scommettono in agricoltura, per poter avviare assieme percorsi di innovazione e sperimentazioni”.