Felice Del Gaudio

FELICE DEL GAUDIO

BASSISTA E CONTRABBASSISTA

felice del gaudio

Non ho mai lasciato col cuore e fisicamente la Basilicata. Ho vissuto a Lagonegro fino a 24 anni, un’età formativa importante ma dopo la laurea in scienze politiche ho realizzato che la mia vita era suonare.

Qual è il tuo legame con la Basilicata e con la ruralità?

Non ho mai lasciato col cuore e fisicamente la Basilicata. Ho vissuto a Lagonegro fino a 24 anni, un’età formativa importante ma dopo la laurea in scienze politiche ho realizzato che la mia vita era suonare. Così, spinto da un compagno del liceo classico di Lagonegro che, all’epoca, frequentava il DAMS e oggi un grande attore e scrittore di teatro, sono andato a Bologna dove ha completato il mio percorso professionale. Negli anni Ottanta a Bologna c’era un bel fermento musicale e culturale con la possibilità di sperimentare e integrare nuove strade e professionalità. Nonostante la passione per la musica mi conduceva verso altri luoghi sono tornato sempre a Lagonegro tante volte perché qui c’è casa, ci sono i miei genitori, mia sorella e gli amici. Le mie radici sono qui. Il legame con la Basilicata e la sua ruralità è forte ed è vivo nei più bei ricordi della mia infanzia, come quelli legati alla vendemmia. Mio padre aveva una piccola vigna e ogni anno insieme eravamo tutti là; era un vero rito. Adesso questa terra è mia. Ogni volta che in estate torno in Basilicata ci vado e insieme a mia cugina fantastichiamo sul futuro e su cosa realizzare. In realtà non mi sono mai sentito un emigrante che parte e non ritorna più; il mio giro per il mondo mi riporta puntualmente in Basilicata: è come un richiamo.

La tua musica ha un legame con il mondo rurale?  

Il legame con la Basilicata e con le mie origini è sempre con me, e i miei concerti sono l’occasione per rimarcare la mia provenienza, consapevole del fatto che la nostra “terra” non è molto conosciuta. Io stesso l’ho riscoperta grazie anche a mia moglie, amante della natura, con la quale ho percorso le strade “gialle” della nostra regione, quelle meno conosciute e trafficate che parlano di una Basilicata “country”.

La Basilicata è campagna, è montagna ma anche mare. La Basilicata agreste è presente nel mio album “Lucania” registrato a Filiano. Qui, ospitati in un agriturismo del posto, ho pernottato insieme ai musicisti per cinque giorni durante i quali canzoni e luoghi hanno trovato la giusta fusione. Immagini rurali della Basilicata scorrono in sottofondo a un brano dell’album che si chiama Oblivion. L’idea di recuperare il contatto con la campagna potrebbe tradursi un domani, forse non troppo lontano, nel fare scuola di musica, seminari in questi luoghi. La musica potrebbe essere un viatico per riscoprire la nostra terra, ricca di cultura e tradizioni. Abbinare una ricercata offerta musicale alle bellezze paesaggistiche e monumentali ma anche alle bontà gastronomiche della nostra regione potrebbe offrire l’occasione per portare innovazione e riscoprire una Basilicata rurale non molto conosciuta e diversa.

Un angolo della casa o un piatto che ti ricorda la Basilicata e la tua infanzia?

Un ricordo che conservo nitido nella memoria sono i fagioli che mia nonna materna cuoceva nella pignatta accanto al fuoco e che gustavo con il pane e un filo d’olio. La cucina con i suoi odori, i rumori nella preparazione dei piatti lucani occupa un posto importante nel mio vissuto. Un altro ricordo che mi crea emozione e piacere è il pranzo domenicale a Latronico preparato dalle zie dove era immancabile la pasta fatta in casa e la salsiccia conservata sotto la “sugna”.

Biografia

Felice Del Gaudio nato a Maratea (PZ) inizia i primi studi di chitarra a quindici anni. All’età di diciotto anni scopre il basso elettrico e inizia a collaborare con Pino Mango; immediatamente dopo si avvia studiare anche il contrabbasso. A ventiquattro anni si trasferisce a Bologna, dando vita a un'intensa attività di studi al Conservatorio, di stages musicali e di collaborazioni con orchestre: Hengel Gualdi, Piergiorgio Farina e Dr. Dixie Jazz Band. Con quest'ultima formazione incide dischi e partecipa ad alcune trasmissioni della RAI. Costituisce il gruppo Diobono che accompagna in tournée la cantante Angela Baraldi ed apre i concerti di Lucio Dalla nella tournée “Cambio” del 1991. In questa frenetica attività c'è anche il tempo per viaggi sempre di carattere musicale. A Londra, nel 1986, incide un 45 giri con il gruppo Hit List, che lo porterà nella Top 40 britannica. Nel 1993 a New York partecipa al seminario con Palle Danielsson; tra il 1994 e il 1998 è in tournèe con Hengel Gualdi Quartet in Francia e in Germania, qui anche con il Quartetto d'Archi dell'Opera di Berlino. Nel 2001 si muove tra Austria - Portogallo - Capoverde in tour con il gruppo "Canto e Discanto", ecc. Non mancano concerti in Italia. Tra i più recenti: nel 2004 con l'orchestra ritmo-sinfonica del Teatro Regio di Parma; nel 2006 con Amii Stewart e Andrea Griminelli a Modena; nel 2008 a Firenze con Lucio Dalla, Beppe D'Onghia e NU-ORK quintet. Nel 2009 al Blue Note di Milano in concerto con Andrea Griminelli; nel 2010 di nuovo con Amii Stewart e all’Expo di Shangai con Rossella Graziani quartet.  Quanto alla produzione discografica, oltre alla partecipazione in cd di altri artisti incide nel 1997 il cd “Asylum”, Felice Del Gaudio Group; nel 2000 "Live in Lagonegro" con l'orchestra da camera del conservatorio di Kosice (Slovacchia); nel 2006 il cd Felice Del Gaudio "la via lattea"; nel 2009 il nuovo cd LUCANIA featuring Stefano De Bonis e Alfredo Laviano; nel 2011 la pubblicazione del suo Felice del Gaudio HOME (cancan production) e nel 2013 la produzione del cd Nostalgia (Jazz Daily).