Fabiana Belmonte

FABIANA BELMONTE

FOTOGRAFA

"È splendido il patrimonio ambientale e paesaggistico che ci regala la Basilicata; vi sono scenari, infatti, che diventano perfette location per i miei set fotografici: scorci “selvaggi” che rispecchiano un ideale di purezza e di autenticità difficile da rintracciare altrove."

 

Vi sono dei legami tra la tua terra di origine e il tuo personale approccio estetico e artistico alla fotografia?

È un legame esclusivamente paesaggistico. Con la fotografia lavoro molto sul corpo femminile e, quasi esclusivamente, scelgo di immortalare donne della mia terra. Ho lavorato a una serie fotografica – Animus*Anima – pubblicata in Cina e a New York, realizzata nei Calanchi tra Montalbano e Pisticci, uno scenario suggestivo oltre che un parco geologico unico candidato per il 2016 al Golden Spike, il prestigioso premio scientifico internazionale per i siti geologici. Il tema sviluppato riguarda il corpo della donna non più visto come vergogna o come merce ma come elemento di purezza: la donna è natura, ed essendo tale, io non posso non inserirla in un contesto naturale come quello lucano, che si presta molto bene alla mia ricerca estetica. Per un’altra mia serie fotografica ho scelto come cornice le cascate di San Fele. È splendido il patrimonio ambientale e paesaggistico che ci regala la Basilicata; vi sono scenari, infatti, che diventano perfette location per i miei set fotografici: scorci “selvaggi” che rispecchiano un ideale di purezza e di autenticità difficile da rintracciare altrove.

 

In che modo la fotografia come forma d’arte può valorizzare la cultura della ruralità?

Le nostre radici sono importantissime ma, nel 2015, bisogna ripensare alla cultura rurale della Basilicata in un’ottica più moderna e innovativa. Lo stesso linguaggio artistico deve mutare e farsi più contemporaneo per non cadere in una trappola unicamente contemplativa. Nei miei scatti, lo sguardo che rivolgo alla mia terra è di apertura e confronto. Ad esempio, in Potenza delle donne, il mio ultimo lavoro, la rappresentazione della figura femminile lucana avviene in una veste contemporanea: il mio obiettivo ha ritratto imprenditrici poco più che ventenni, motocicliste, ragazze artigiane, circensi che non avevano nulla di ordinario e convenzionale pur essendo fiere di appartenere a una terra di tradizioni.

 

Nei tuoi ricordi che posto occupa la Basilicata rurale?

Io sono cresciuta a Baragiano Scalo e una cosa che ricordo sempre, anche con un po’ di nostalgia, sono le estati che da bambina trascorrevo con i miei amici in mezzo alla natura. Andavamo in biciletta al fiume, per il bosco, e la sera spesso tornavamo a casa con le ginocchia sbucciate, ma felici. Questa è stata per me un’enorme ricchezza.

Biografia

Nata a Potenza, sviluppa sin da piccola l’amore per la pittura e l’illustrazione. Dopo un soggiorno di vari anni tra Inghilterra, Spagna e Marocco, torna in Italia e si dedica a tempo pieno alla fotografia. Numerosi i riconoscimenti ottenuti: vince il concorso di 2Photo per esporre a Fotografia Europea 2013, Reggio Emilia (Gennaio 2013); pubblicazione su LAZAGNE Magazine (Febbraio 2013); 3° classificata Premio d’Arte Contemporanea “Basilio Cascella” 2013 (Maggio 2013); portfolio pubblicato su Photo VOGUE e MAX (Aprile-Maggio 2013); pubblicazione su JC&A Magazine (Maggio 2013); pubblicazione portfolio sulla rivista “Il Fotografo” (Maggio 2013); vincitrice concorso “C’eravamo tanto armati”, Potenza (Giugno 2013); selezionata per partecipare alla Biennale di Anzio e Nettuno (Luglio 2013); pubblicazione del portfolio e intervista sulla rivista InArte (Ottobre 2013); adesione a Art+Commerce/VOGUE Image Licensing Agency (Ottobre 2013); pubblicazione portfolio e copertina su "Photoworld China" (Novembre 2013); pubblicazioni su Wieworld Magazine (Giugno 2014); pubblicazioni su Shot! Magazine (Luglio 2014); ammessa alla Biennale di Palermo 2015 (Luglio 2014); 3° classificata alla Biennale di Salerno 2014 (Luglio 2014); realizzazione del progetto fotografico “Potenza delle donne”, Potenza (Novembre 2014).