Ennio Di Lorenzo

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Ennio Di Lorenzo – Direttore GAL Akiris

Qual è la sua idea di innovazione sociale e culturale in relazione al settore agroalimentare?

Il concetto di innovazione sociale e culturale presuppone sicuramente una maggiore consapevolezza delle caratteristiche specifiche di un contesto rurale. Ciò implica un’evoluzione culturale che supera la visione tradizionale dell’agricoltura e di tutto ciò che le è connesso come sintomo di arretratezza. In questo momento sussiste, probabilmente, un gap tra prospettive innovative che caratterizzano alcuni settori e territori e l’inadeguatezza dei protagonisti che, invece, dovrebbero intervenire e partecipare a tali dinamiche di sviluppo.

Da una parte, quindi, assume sempre maggiore importanza il tema della sovranità alimentare e della tracciabilità dei prodotti come sinonimo potenziale di salubrità degli stessi, dall’altra tale tema è ancora percepito come un’avanguardia.

Nei nostri territori numerosi sono gli esempi di realtà caratterizzate da produzioni di qualità che dimostrano di affiancare a un approccio e a un’organizzazione virtuosa del lavoro una buona resa economica, capace di creare un effetto emulativo.

La situazione è chiaramente in evoluzione; sintomi positivi in Basilicata ce ne sono in grado di coniugare diversi aspetti vincenti: giovani, donne, produzioni di qualità e processi di sostenibilità.

 

Quali sono i progetti realizzati dal GAL AKIRIS in linea con i temi dell’innovazione sociale e culturale?

Il GAL ha da sempre cercato di sostenere e garantire un miglioramento della qualità della vita in tutta la dimensione territoriale rurale a cui fa riferimento. In questo senso, un primo sforzo è stato quello di seguire modelli di sviluppo basati sulle caratteristiche orografiche, produttive e culturali del territorio, evitando di seguire schemi precostituiti. Nell’ottica di sostenere forme di innovazione, sia nella scorsa programmazione che in quella attuale, abbiamo operato indirizzando le risorse finanziarie a tutte le attività produttive presenti sul territorio. Esempi in questa direzione i recenti bandi su: “Innovazione, Qualità e Promozione”, “Sostegno aziende filiera”, “Fattorie multifunzionali”, “Creazione e sviluppo microimprese”, ecc. La finalità generale è di favorire lo sviluppo dei cosiddetti servizi agropolitani, i quali completerebbero il modello rurale garantendo, a condizioni date, servizi essenziali alla popolazione. Ciò migliorerebbe indubbiamente la qualità della vita nel mondo rurale lucano e consentirebbe alle persone di scegliere, senza remore, di viverci per costruire un progetto di vita.

Rispetto alle attività svolte, un ultimo tema sviluppato dal GAL è il progetto di Cooperazione transnazionale con altre aree GAL sulla qualità del paesaggio inteso non come elemento prospettico contemplativo ma come “sostanza” dei nostri territori, paesaggio agrario e rurale comprensivo delle realtà sociali che si sviluppano al suo interno. In quest’ambito abbiamo indetto e realizzato la prima edizione del premio internazionale di Land Art “Val d'Agri d’Arte e Natura”: nei piccoli spazi rurali con l’utilizzo di materiali naturali sono state realizzate e installate opere d’arte che abbelliscono ed esaltano il paesaggio, enfatizzandone le contraddizioni e stimolando la riflessione. Tale iniziativa ha incentivato forme di ospitalità alternativa sul nostro territorio, in primo luogo nel borgo-albergo di Montemurro gestito dalla Pro loco. Grande successo ha avuto anche l’iniziativa “Il Bosco che Vorrei, emozioni tra arte e natura”, un evento ad impatto zero con installazioni artistiche, artisti di strada, giocolieri e acrobati, presentazioni di libri, teatro, burattini e concerti musicali.

 

Quali i progetti futuri che il GAL intende mettere in campo?

Tra le attività che il GAL intende promuovere vi sono una serie di percorsi che puntano a coinvolgere scolaresche, famiglie, aziende, strutture dell’ospitalità turistica, punti vendita, al fine di consolidare la rete produttiva, commerciale e ricettiva territoriale. Altro tema forte sul quale si sta impegnando molto il GAL è quello della mobilità. In quest’ambito, in collaborazione con il Parco della Val d'Agri, contiamo di realizzare un battello elettrico alimentato a pannelli solari per rendere maggiormente fruibile il lago. Ciò inizierebbe a diffondere una percezione della concretezza, ma anche della qualità e della sostenibilità dei servizi offerti, perché partiamo dal presupposto che la salvaguardia dei luoghi è data anzitutto da una loro corretta fruibilità.

Un’altra interessante iniziativa, avviata in collaborazione con il Parco della Val d’Agri, punta a creare un polo dell’innovazione e della sostenibilità, ossia un “laboratorio dell’accoglienza”, uno spazio dove far convergere attività associative, esperienziali, creative legate alla dimensione territoriale, e dove poter creare anche laboratori sulle nuove energie per sviluppare progetti sulla sostenibilità energetica, realmente convenienti e sostenibili in loco.