Da Maschito, il giro del mondo e ritorno

La passione di Elisabetta per la Basilicata e l’ascolto delle tradizioni, hanno fatto del vino Musto Carmelitano un aglianico premiato a livello nazionale e conosciuto nei mercati internazionali.

 

Bisogna viaggiare e tornare a casa come se si dovesse sempre ricominciare da capo” – ci dice Elisabetta, alla guida dell’azienda Musto Carmelitano nata nel 2007 e che ha le radici a Maschito, nell’area del Vulture, e rami nei mercati asiatici e americani.

 

Elisabetta eredita a 20 anni, assieme al fratello Luigi, la conduzione della piccola attività agricola di famiglia avviata nei primi anni del ‘900 a Maschito, un antico borgo dell’alto Vulture, dove è radicata la tradizione vinicola.  Le vigne sono coltivate in regime biologico certificato e la trasformazione avviene in maniera tradizionale.

 

Elisabetta ha portato dei profondi cambiamenti nell’organizzazione aziendale: ha smesso di vendere uve e vino sfuso ed ha iniziato a etichettarlo con il marchio Musto Carmelitano. Le uve Aglianico del Vulture continuano a essere raccolte a mano, coltivate seguendo il metodo organico biologico, i vini vengono prodotti in maniera artigianale per conservare tutte le proprietà organolettiche. Dalle iniziali 8.000 bottiglie oggi se ne producono 30.000.

 

Elisabetta nel rispetto del territorio, della vite e dei cicli naturali, prima in vigna e successivamente in cantina produce  il suo vino naturale, preservandone così la sua individualità e omologazione. Musto Carmelitano è l’unica azienda lucana che  aderisce all’associazione di viticoltori naturali, la VinNature alla Federazione Italiana vignaioli indipendenti .

 

In controtendenza rispetto ai giovani conterranei, Elisabetta è rimasta in Basilicata mentre il suo vino emigra verso il Nord dell’Italia, dell’Europa e al di là dei confini europei.