Egidia Bruno

EGIDIA BRUNO

ATTRICE E AUTRICE

Cultura e creatività influenzano e, a loro volta, sono influenzati dalla ruralità. Sono nata e cresciuta a Latronico fino agli anni del Liceo. Nipote di contadini, conosco il mondo rurale e il mio immaginario è alimentato da storie, aneddoti, alimenti, cibi e ricordi legati alla mia terra d’origine.”

 

Secondo te qual è la relazione che intercorre tra la creatività e il mondo rurale? E come questo influenza la tua attività artistica?

Cultura e creatività influenzano e, a loro volta, sono influenzati dalla ruralità. Sono nata e cresciuta a Latronico fino agli anni del Liceo. Nipote di contadini, conosco il mondo rurale e il mio immaginario è alimentato da storie, aneddoti, alimenti, cibi e ricordi legati alla mia terra d’origine. La “Basilicata rurale” è parte integrante del mio background culturale, rappresenta le mie radici, il luogo che ha forgiato il mio carattere ed ha influenzato la mia formazione con l’educazione ricevuta. Latronico è un paese di montagna dove il tempo veniva scandito da appuntamenti fissi legati alle attività agricole, dalla vendemmia al rito dell’uccisione del maiale, alla preparazione delle conserve di pomodori. Agli inizi della mia attività mi sono cimentata nella scrittura di un racconto sulla “passata di pomodoro”, dove ho tratteggiato il ruolo dei diversi attori coinvolti: dalle donne che lavavano le bottiglie e i pomodori per poi bollirli, ai bambini che vi infilavano il basilico, ai maschi che giravano a mano la macchina per la passata. Questi elementi appartengono a una cultura contadina e paesana e sono espressione di saperi da custodire e da trasmettere alle generazioni future. Oggi, è mia mamma che si occupa ancora dell’orto, che per esigenze legate all’età è stato comprato vicino casa, e in famiglia sapori e genuinità sono da sempre apprezzati.”

 

Cosa pensi del legame tra agricoltura e cultura?

Il legame tra agricoltura e cultura è forte e si sperimenta quotidianamente a tavola, nel rapporto con il cibo e i prodotti della terra.  Sicuramente l’uomo ha bisogno della terra e il ritorno agli orti o ai “giardini”, in questo particolare momento storico, ne è espressione.  Le conoscenze, i saperi, le reti e le relazioni sociali sono importanti, ma servono dei custodi e i giovani sicuramente costituiscono un punto di forza. Come importante è il ruolo femminile che va ancora recuperato a causa di una mancanza di protagonismo atavico e in questo contesto di precarietà, che negli ultimi anni ci accompagna, il contributo culturale e sociale delle donne  diventa determinante grazie proprio alla nostra maggiore flessibilità e  capacità di adattarci ai cambiamenti. Se penso alla Basilicata, la vedo come un territorio ricco di potenzialità che purtroppo non riesce ad esprimere al meglio, probabilmente per la carenza di infrastrutture che segna ancora profondamente la sua crescita.

 

Ci parli di un luogo, un oggetto oppure una ricetta che evoca la tua infanzia lucana?

La mia memoria si ricollega all’immagine del “barile” che mia nonna custodiva gelosamente in un angolo della casa, perché rappresentava la riserva di acqua indispensabile per la vita quotidiana, dal momento che in quegli anni l’acqua non arrivava nelle case di campagna. Il rifornimento di acqua per la casa della nonna era per me un momento di puro divertimento. L’altro ricordo è legato alla cucina di mia mamma, in particolare ai “tagliolini a brodo” un piatto della tradizione latronichese molto apprezzato ancora oggi. Lo so, in una giornata calda come quella di oggi è un piatto poco indicato ma è realmente delizioso.

Biografia

Attrice e autrice, è nata in Basilicata, a Latronico (PZ), vive e lavora a Milano. Come attrice spazia dal teatro di prosa a quello di narrazione, dal cinema alla televisione, dalla radio al cabaret. Nel ’96 “Bambine” con la regia di M. Maglietta ha ricevuto il Premio E.T.I.. In televisione ha partecipato per Rai 2 al “Pippo Chennedy Show” e al cinema ha recitato in “Del perduto amore”, regia di M. Placido.

E’ anche autrice dei testi che interpreta: nel ’98 assieme a R. Piferi ha scritto “Io volevo andare in America e invece so' finita in India”; con R. Schiavone e M. Belotti “Non sopporto le rose blu”. Nel 2002 ha vinto il premio M. Troisi con il racconto “La mascula” (Colonnese, Napoli), diventato nel 2004 il terzo monologo con la regia e le musiche di Enzo Jannacci. Nel 2007 insieme a M. Miritello ha scritto e interpretato lo spettacolo “ANTIGONE 2000 d.C. ‘Na tragggedia!!”. Nel 2011 ha scritto con M. Belotti "W l'Italia.it... Noi non sapevamo" (Rubettino, 2012) con cui nel 2012 ha vinto il premio internazionale "Teatro dell'Inclusione - Teresa Pomodoro" 2012. Nel luglio del 2013 ha partecipato alla Milanesiana di Elisabetta Sgarbi con "La Lucana e il Milanese" , dialogo semi-serio dedicato al suo rapporto artistico e umano con Jannacci.