Cristina Acucella

CRISTINA ACUCELLA

RICERCATRICE e CURATRICE DEL PREMIO LETTERARIO "LE CANTINE DI PASOLINI"

 

"Penso che il nesso tra cultura, creatività e mondo rurale sia intrinseco e profondo. L'uomo agisce sulla terra che abita rendendola fertile e plasmandola sulla base delle proprie necessità, della propria sopravvivenza." 

 

Secondo te qual è la relazione che intercorre tra la cultura, la creatività e il mondo rurale?

Penso che il nesso tra cultura, creatività e mondo rurale sia intrinseco e profondo. L'uomo agisce sulla terra che abita rendendola fertile e plasmandola sulla base delle proprie necessità, della propria sopravvivenza. Allo stesso modo, la mente umana agisce sul 'già dato' per costruire quanto per lei è essenziale o utile, non solo al livello materiale, ma anche a quello spirituale, intellettuale. E' per questo che ciò che definiamo 'cultura' non può prescindere né dall'atto stesso del creare, né, tantomeno,  dal territorio in cui si vive, il quale, essendo spesso, come la Lucania, povero in stimoli, induce spesso a un surplus di sforzo creativo.

 

In che termini è possibile parlare di innovazione sociale e culturale nel mondo rurale lucano? Ci parli dell’esperienza del festival Cantinando Wine & Art?

L'innovazione è proprio ciò che ha il coraggio di ritrovare le radici 'rurali' del mondo a cui si appartiene, svincolandole dai pregiudizi che associano il retaggio contadino a un disvalore, a un sinonimo di povertà e subalternità sociale. L'esperienza di Cantinando, a Barile, parla proprio di questo, nel suo continuo sforzo di dare valore autentico e sano al frutto della nostra terra valorizzando, parallelamente, quanto di profondo, antico, gira intorno al Parco Urbano delle Cantine: storie di migrazioni, di fatica, di lavoro, di logiche ambientali improntate a un progresso che non sempre fa rima con capitalismo e alla sostenibilità.

Se pensi alle tradizioni agroalimentari lucane, quale ti viene in mente e perché?

A me che vengo da un paesino del Vulture, Rapolla, viene in mente l'olio, altro frutto prezioso della nostra terra, quello che i miei nonni, con i quali ho avuto la fortuna di crescere, conservavano in una piccola stanzina bassa e bianca, scavata nel tufo, dove spesso con i miei cugini mi ritrovavo a giocare. In quello stanzino si sentiva anche il profumo dolce della farina, macinata ogni anno dal grano di famiglia, che nel suo svolazzare incipriava l'aria. Ancora, se mi concentro, posso sentire le nostre voci ovattate da quel luogo magico e segreto, precluso ai grandi, che, da contadini, avevano sempre un buon motivo per essere impegnati in mille faccende.

Biografia

Cristina Acucella è nata a Venosa, in provincia di Potenza. Dopo la laurea in Lettere e filosofia presso l'Università della Basilicata si è trasferita in Toscana, dove frequenta un dottorato di ricerca internazionale presso l'Università di Firenze, Bonn e Sorbona. Si occupa di letteratura del Rinascimento e, seppur distante dalla Basilicata, continua a partecipare alle attività culturali promosse dall'Associazione Culturale Sisma, tra cui Cantinando Wine & Art, alla sua nona edizione. Dirige dal 2012 il premio letterario Le Cantine di Pasolini, alla sua V edizione.